…posta così…che domanda è?!
Ebbene, è la domanda che mi sono sempre posto…in maniera più realistica, quanto sono disposto a pagare per realizzare ciò che voglio?! …non mi riferisco al denaro, alle risorse, al tempo…no, mi riferisco a quanto sei disposto a credere in ciò che vuoi e quanto possono essere importanti per te cose che per gli altri non hanno conto.
Perché comprare un brano del tuo artista preferito quando te lo puoi scaricare ?! …perché arrovelarti il fegato e stare male per le persone a cui tieni, quando potresti semplicemente farne a meno e dedicarti alle cose di tutti i giorni!!?
…e alla stessa maniera, quanto possono essere inutili cose che servono a giustificare qualcosa che per te, invece, è unico: portare un anello al dito e invece, alla prima occasione, fregarsene di tutto quanto e tradire un rapporto che per certe persone, invece, è unico, insipegabile e se non riduttivo, quantomeno scontato se rappresentato con quegli oggetti, quelle abitudini ed azioni di riverenza che sembrano dover necessariamente essere alla base di un sentimento come l’amore per la propria metà .
Ma senza troppi preamboli, quanto presto ci si può stancare di dover dare spiegazioni alle persone che ti aspetti ti capiscano al volo, che dovrebbero essere lì ad aiutarti e a riconoscere che forse i loro errori non è giusto che li facciano altri, solo per aver vissuto nella tranquillità di chi sta “facendo la cosa più giusta”, la scelta più oculata…e lentamente si priva di quello spirito, della gioia e della pazzia che contraddistingue quelle persone che hanno corso, almeno una volta, il “rischio di rischiare”…quelli che vivono giorno per giorno come un libro aperto, senza bacchettare il prossimo, esposti a tanti rischi (dagli approfittatori ai semplici fraintendimenti) ma con la forza di essere sempre sè stessi, attenti alle piccole cose, gratificati anche dalle piccole soddisfazioni.
“Pensa al futuro…” …MA ANCHE NO (come spesso dico io), se questo vuol dire negare a me ed alle persone che mi amano per come sono VERAMENTE un momento di confronto, un caffè insieme, una telefonata inaspettata…se sono quel che sono è perché ho sempre dato importanza a quelle cose che per molti sembrano superflue…quanto è superfluo perdere una giornata di lavoro per essere vicino al proprio capo in un momento di dolore ?! …quanto lo è passare ore a cercare di esprimere ciò che si è in tutti i modi possibili?!
Già non è facile sapere che la propria strada è tutt’altro che spianata (è sempre stato così, per chi le cose cerca di farsele da sè), è ancora più difficile sapere che nel momento in cui decidessi di rischiare e qualcosa va storto, le persone che spereresti di avere al tuo fianco potrebbero dirti “peggio per te, hai voluto fare di testa tua…”.
…ed è qui che in tanti si sentirebbero soli, si tirerebbero indietro, inizierebbero a fare “quello che è più giusto” (cosa lo è?) …questo perché ci si vuole accontentare della speranza che fare ciò che è più giusto, sia quello che ti rende felice, ti evita i problemi, ti fa stare in pace con le persone che ami.
E se davvero fosse così…tanto di cappello.
Ma perché allora, proprio chi segue questa linea di condotta, “pensando al futuro”, si priva delle cose vere: dei momenti sinceri con i propri figli, della gratificazione di una figlia che supera un esame difficile o di un figlio che “aggiusta il computer” per l’ennesima volta?! Pensare al futuro?! …per me significa far durare quanto più a lungo certi momenti, del presente, per averne memoria in futuro e capire che è dalla privazione di certe cose che ne scaturisce tutta l’insicurezza che ti prende quando qualcosa nel tuo piano va storto.
E’ per certe persone che certe cose, certi sogni, obiettivi da raggiungere…sono la realizzazione di un sogno: forse, per chi è come me, ci vuole qualche minuto per capirlo…per altri non basta una vita.
La mia fortuna è quella di avere accanto una persona che, come me, crede nei sogni…che spesso è costretta a mettere da parte per consentire agli altri di fare “ciò che è più giusto” ma che sa benissimo che certe cose non hanno prezzo.
A volte davvero non capisco… sono il solo a pensare che la gratificazione più grande, con il lavoro ad esempio, sia quella di sapere che 8 ore di lavoro ti permettono di trascorrere un’intera serata a cena con la persona che ami!?
E intanto l’orologio del mio Mac (altro status symbol di chi crede che la tecnologia non sia solo ferraglia…ma questa è un’altra storia…valla a spiegare a certi ottusi informatici) segna le 1.50 …ed il sonno comincia a farsi sentire.
Prima, però, riporto le parole di chi sicuramente è più autoritario del sottoscritto ad esprimere un simile concetto, tra l’altro…trovato affisso in camera di mia sorella:
Lentamente muore
Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni
giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non
rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su
bianco e i puntini sulle “i” piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno
sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti
all’errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul
lavoro, chi non rischia la certezza per l’incertezza, per inseguire un
sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi
non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente
chi distrugge l’amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i
giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non
fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli
chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di
respirare.
Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida
felicità .
(P. Neruda)
…eh già …muore lentamente chi non rischia la certezza per l’incertezza per inseguire un sogno…IO L’HO FATTO…E SONO VIVA PIU’ CHE MAI…me l’hai insegnato proprio tu…e lo sai che non sei solo a pensarla così…io lo so che certe cose non hanno prezzo…ma tu ci credi ancora???