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i “potenti mezzi” dell’informatica

…come (quasi) tutte le notti, prima di riuscire a prendere sonno, mi soffermo a riflettere su quello che cattura il mio interese durante il giorno, anche ieri notte…alle 2.30 circa, dopo un acquazzone pazzesco (sembrava che venisse giù il palazzo)…dopo aver chiuso il mio portatile perché la batteria cominciava a venir meno…e i miei occchi pure…mi sono ritrovato a meditare sui “potenti mezzi” che ormai fanno parte della nostra vita e che, in mancanza di questi, sembra quasi che non si riesca a fare altro che cercare il modo di averli nuovamente: mi riferisco in particolare alla mia connessione adsl che tuttora è nuovamente courtesy of Tony: ieri sera son sceso nuovamente da lui, con il mio router wireless in una busta dell’ipercoop, e…dopo averlo ri-collegato al suo hag, stanotte ero online a rimettere a posto proprio questo sitarello.

Ok…ma questa è cronaca: la mia riflessione era un’altra…l’altro giorno mio padre girava per casa con una maglietta ricevuta a casa dalla Microsoft per aver scaricato, nel lontano 13 Agosto 1996, una versione (non ricordo quale) di Internet Explorer…buffo, il browser che ora come ora tengo alla larga dal mio Mac più di qualunque altra cosa al mondo.

Sta di fatto che sono online da più di 10 anni e ormai sono stato talmente assorbito dalla digital life che certe cose nemmeno si vanno a notare.

Ma prima di ciò, come se il discoro non sia già partito in maniera contorta, ci tenevo a fare una digressione da condividere con il mio amico storico (Maurizio): facci caso a quello che facciamo tutto il giorno: cellulari in tasca, email, telefonate VoIP, pagamenti elettronici…che sia questo il senso di quella indimenticabile scena de Il Tagliaerbe quando Angelo rinuncia alla sua identità fisica per far parte della rete? …l’altra mattina sono sceso a piedi, con l’intento di fare una passeggiata…ma per far cosa!? comprare una ricarica del cellulare! …quei residui di vita vagamente unwired in realtà , se ci pensi, sono quasi sempre finalizzati o completati da qualcosa che finirà nell’essere trasdotto in una serie di bit

Ma torniamo alla mia riflessione… sono settimane, mesi…anzi, forse anni che mi ritrovo a scambiare due chiacchiere su messenger, tra una cosa e l’altra, con amici che magari frequento anche di persona, in palestra, ecc…
Ebbene, la natura stessa della chat fa sì che la conversazione avvenga in tempi molto più dilatati di quelli tradizionali (al tel o di persona)…tutto normale, se non fosse che ci si ritrova a rispondere e/o a leggere ciò che l’altro ti scrive in chat con tempi e (qualora la discussione lo permetta) interpretazioni totalmente soggettive…pensavo che la differenza fondamentale tra una stessa frase detta di persona piuttosto che letta in chat consista più che altro nel modo in cui decidiamo di interpretare ogni singola parola, dimenticando…o meglio, non potendola ascoltare/percepire nella maniera in cui l’interlocutore volesse esprimerla.
Prima di correre il rischio di banalizzare questo stesso discorso (e si tratterebbe di un misunderstanding ricorsivo :) …), ci tenevo a chiarire che: ok, esistono le emoticon…quando si vuole far capire al prossimo che si sta scherzando o che si è rimasti male per qualcosa che si è letto, si può ricorrere a quelle simpatiche combinazioni di tasti che cercano di esprimere alcuni semplici stati d’animo ma….

mi riferisco ad altro: quando sei difronte a qualcuno che ti parla, il fatto stesso che una parola, una frase possa essere detta a denti stretti, con un sorriso sulle labbra, con una velocità ed una gestualità che in chat non può essere riprodotta, fa sì che, a tentar di costruire conoscenze basate sullo scambio di chiacchiere in chat si rischia di prendere grosse cantonate non tanto per l’aver annullato la fisicità (che in qualsiasi confronto o chiacchierata conta tantissimo) bensì per aver falsato la personalità di colui che ti scrive A MENO CHE quest’ultimo non abbia bene in mente i limiti e, oserei dire, le controindicazioni che la conoscenza in chat può palesare.

Ma allora perché “i potenti mezzi” dell’informatica?! …il fatto che possano fare grossi danni è indubbiamente la dimostrazione di qualcosa di potente…ma non solo: l’esperienza di coloro che utilizzano questi mezzi in maniera corretta consiste nel fatto di sfruttare proprio i limiti di questo tipo di comunicazione: sapere che basta inserire un due_punti-parentesi_tonda per trasmettere uno stato d’animo (che corrisponda o meno a quello che c’è dietro la tastiera) magari mentre si stanno sbrigando faccende o lavori che invece ti rendono nervoso e stressato verso chiunque si relazioni fisicamente a te in quel momento, è qualcosa che nel mondo reale risulta difficile da fare, quantomeno con la stessa velocità e potenza comunicativa…

…se questa non è una dimostrazione di potenza di un banalissimo software quale può essere il proprio client di messaggistica istantanea…

So a cosa state pensando: “e tu, alle 2.30 del mattino…anziché dormire, fai questi pensieri?! …ma fatti una camomilla e vai a letto!” …camomilla a parte, è quello che ho fatto :D
…ah…eccola: l’emoticon! …una grassa risata su un pensiero molto profondo…ma è tutto ok, del resto per fare riflessioni non vuol dire che si debba essere in un clima di riflessione, con luci soffuse e fuori un temporale come quello di ieri notte…o no?

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