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	<title>Antonio Picone &#124; ingegnere informatico , web architect&#187; Archivio categoria Web</title>
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	<description>Sito di Antonio Picone, ingegnere informatico, web architect. Pagina personale, blog, foto</description>
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		<title>Retina Display: come cambia il web design</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Jul 2010 13:20:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dalla presentazione del nuovo iPhone 4 le speculazioni su come &#8220;ora tutto cambia, di nuovo&#8221; non hanno smesso di ronzarmi in testa.
All&#8217;inizio la mia prima considerazione è stata: &#8220;ok, la prima cosa che cambia è il saldo del mio conto corrente&#8221;, visto che il nuovo gioiellino costa un botto.
La seconda è stata &#8220;ma davvero dovrò [...]<p>Articolo da: <a href="http://www.antoniopicone.it">Antonio Picone | ingegnere informatico , istruttore di spinning</a><br/><br/><a href="http://www.antoniopicone.it/web/retina-display-come-cambia-il-web-design.html">Retina Display: come cambia il web design</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dalla presentazione del nuovo iPhone 4 le speculazioni su come &#8220;ora tutto cambia, di nuovo&#8221; non hanno smesso di ronzarmi in testa.</p>
<p>All&#8217;inizio la mia prima considerazione è stata: &#8220;ok, la prima cosa che cambia è il saldo del mio conto corrente&#8221;, visto che il nuovo gioiellino costa un botto.</p>
<p>La seconda è stata &#8220;ma davvero dovrò impugnarlo solo con la mano destra ???&#8221; <img src='http://www.antoniopicone.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' title="Retina Display: come cambia il web design" /> </p>
<p>…vabbè, tralascio le polemiche su quello che accadrà in questi giorni in merito a qualche &#8220;problema di gioventù&#8221; (e mi auguro che tutto si risolva per il meglio).</p>
<p>Ma aldilà di questi (poco trascurabili) dettagli <img src='http://www.antoniopicone.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' title="Retina Display: come cambia il web design" />  …il primo vero elemento di innovazione di questo dispositivo, che non vedo l&#8217;ora di sperimentare di persona, è il display: il famigerato Retina Display, infatti, ha una risoluzione di 960&#215;640 pixel, ovvero il DOPPIO dei pixel per ogni punto.</p>
<p>Cosa cambia, quindi, nella realizzazione di interfacce per questo dispositivo ?</p>
<p>Sostanzialmente tutto ciò che è realizzato con grafica vettoriale (quindi, elementi della gui per applicazioni native, font ed immagini vettoriali) avrà una migliore visualizzazione potendo contare, <strong>a parità di punti</strong>, di un numero doppio di pixel…e per questi elementi, tra l&#8217;altro, non è richiesta alcuna azione di ottimizzazione da parte dello sviluppatore (sia di applicazioni native che web).</p>
<p>Il discorso cambia, invece, per le immagini: per quest&#8217;ultime, infatti, il display dell&#8217;iPhone 4 tenderà a rappresentare immagini dalle dimensioni X,Y su un numero di pixel pari ad 2*X, 2*Y, ciò si traduce in una rappresentazione meno definita delle immagini rispetto alla risoluzione reale del display.</p>
<p>Per ovviare a questo problema:</p>
<ul>
<li>per lo sviluppo di app native basterà creare immagini con risoluzione doppia e rinominarle adeguatamente per far sì che XCode associ automaticamente l&#8217;immagine giusta al dispositivo su cui dovrà essere visualizzata (nella documentazione di Apple per gli sviluppatori ci sono tutti i dettagli)</li>
<li>per lo sviluppo di applicazioni web, invece, lo scenario è un po&#8217; più complesso: per ottimizzare la visualizzazione di immagini su dispositivi con risoluzione differente dai classici 72dpi, infatti, oltre che disporre delle immagini in alta risoluzione, bisognerà ricorrere all&#8217;utilizzo delle <em>media queries </em>del CSS3, specificando il rapporto di moltiplicazione tra il numero di punti ed il numero di pixel.</li>
</ul>
<p><strong>Cosa sono le </strong><em><strong>media query </strong></em><strong>?</strong><br />
La semplifico parecchio: sono delle <em>query</em> ovvero dei filtri che restringono le condizioni entro cui applicare un foglio di stile (come nell&#8217;esempio che segue) o un blocco di codice CSS3.</p>
<p>Una buona pratica, secondo me, potrebbe essere quella di realizzare un foglio di stile ad hoc per ogni specifico dispositivo, come nel caso dell&#8217;iPhone, in cui il rapporto in questione è 2 ed includerlo nell&#8217;header della pagina, ad esempio, in questo modo:</p>
<pre class="brush: html">
&lt;link rel=&quot;stylesheet&quot; type=&quot;text/css&quot; href=&quot;2x.css&quot;
media=&quot;only screen and (-webkit-min-device-pixel-ratio: 2)&quot; /&gt;
</pre>
<p>In questo modo, all&#8217;interno del file 2x.css andremo a ridefinire i riferimenti ad immagini per gli elementi della pagina, con immagini specifiche per un display con densità doppia di pixel per punti, rispetto ai monitor tradizionali.</p>
<p>Come vedete, avendo definito la media query a livello di riferimento al file da richiamare in quella circostanza, nel file CSS basterà inserire i blocchi di istruzioni senza applicare ulteriormente le media query.</p>
<p>Personalmente non credo che tutti i siti web o le applicazioni web in generale richiedano un simile intervento, magari Flickr o altri siti il cui contenuto principale è costituito da immagini, questo tipo di attenzione farà la differenza ma è anche vero che, nel frattempo, il web si evolve anche sul fronte del supporto ad immagini vettoriali, canvas, ecc…motivo per cui, secondo me, questi interventi &#8220;lato CSS&#8221; tenderanno a diminuire.</p>
<p>E&#8217; anche vero, però, che il Retina Display ha solcato un terreno sinora poco battuto: immagino che nei prossimi mesi/anni inizieranno a fioccare display con densità di pixel per punti ben oltre i 72dpi (dei monitor tradizionali).</p>
<p>…vedremo <img src='http://www.antoniopicone.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' title="Retina Display: come cambia il web design" /> </p>
<p>Articolo da: <a href="http://www.antoniopicone.it">Antonio Picone | ingegnere informatico , istruttore di spinning</a><br/><br/><a href="http://www.antoniopicone.it/web/retina-display-come-cambia-il-web-design.html">Retina Display: come cambia il web design</a></p>
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		<item>
		<title>Facebook Connect e Twitter Connect: cosa sono e come funzionano</title>
		<link>http://www.antoniopicone.it/web/facebook-connect-e-twitter-connect-cosa-sono.html</link>
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		<pubDate>Tue, 13 Jul 2010 09:09:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ho deciso di dettagliare un minimo in cosa consiste e come funziona il Facebook/Twitter connect, visto che l&#8217;ho integrato sul mio blog e che, in un articolo che pubblicherò in questi giorni, vi suggerirò dei plug-in per integrare queste funzionalità nel proprio blog in WordPress.
Cos&#8217;è il Facebook/Twitter Connect:

Facebook/Twitter connect permette ad utenti già registrati su [...]<p>Articolo da: <a href="http://www.antoniopicone.it">Antonio Picone | ingegnere informatico , istruttore di spinning</a><br/><br/><a href="http://www.antoniopicone.it/web/facebook-connect-e-twitter-connect-cosa-sono.html">Facebook Connect e Twitter Connect: cosa sono e come funzionano</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste">Ho deciso di dettagliare un minimo in cosa consiste e come funziona il Facebook/Twitter connect, visto che l&#8217;ho integrato sul mio blog e che, in un articolo che pubblicherò in questi giorni, vi suggerirò dei plug-in per integrare queste funzionalità nel proprio blog in WordPress.</div>
<div id="_mcePaste">Cos&#8217;è il Facebook/Twitter Connect:</div>
<blockquote>
<div>Facebook/Twitter connect permette ad utenti già registrati su Facebook o su Twitter di autenticarsi sul vostro blog per lasciare commenti, ad esempio, senza richiedere l&#8217;inserimento di: nome, email, sito web.</div>
</blockquote>
<div>In realtà, di questi tre campi, i primi due sono obbligatori e generalmente il primo (il nome) può non essere preciso, come pure l&#8217;email può non essere quella che l&#8217;utente utilizza tipicamente per autenticarsi sul web.</div>
<div id="_mcePaste">Inoltre, dato che i lettori del vostro blog possono non avere una immagine associata all&#8217;email con la quale commentano (magari registrata su Gravatar), usare il Facebook e/o Twitter connect, permette di mostrare accanto al loro nome anche l&#8217;immagine che hanno sul profilo di Facebook / Twitter.</div>
<div id="_mcePaste">Una brevissima parentesi: questo sistema di autenticazione si basa sul medesimo concetto del SSO (Single Sign On) in cui una autorità si fa da &#8220;garante&#8221; per l&#8217;utente, senza chiedergli di inserire sul nostro blog i suoi dati. (tralascio in questa sede i pro e i contro di questa azione…starei qui ore ed ore a parlarne…probabilmente lo farò in un altro post <img src='http://www.antoniopicone.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' title="Facebook Connect e Twitter Connect: cosa sono e come funzionano" />  )</div>
<div id="_mcePaste"><strong>Requisiti minimi:</strong></div>
<div id="_mcePaste">Va precisato che per realizzare il Facebook / Twitter connect, dovremo registrare una applicazione, su entrambi i social network (se vogliamo consentire l&#8217;autenticazione con entrambi).</div>
<div id="_mcePaste">Questo passo è necessario in quanto dovremo ottenere dai social network delle chiavi di autenticazione, da inserire nelle schermate di configurazione dei plug-in (per i plug-in di WordPress) o nei file Php (in caso di applicazioni sviluppate ad hoc), affinché possano identificare le applicazioni di connessione al nostro sito/blog.</div>
<div id="_mcePaste">Funziona così (ad esempio su Twitter, ma la cosa è molto simile anche per Facebook):</div>
<div id="_mcePaste">
<ol>
<li>Su Twitter si registra una nuova applicazione, specificando l&#8217;url del sito dove vogliamo integrare la funzione di connect, specifichiamo che vogliamo consentire il connect mediante Twitter, che si tratta di una applicazione che dovrà accedere a Twitter in lettura e scrittura, ecc (nel caso del plug-in per WordPress, i dettagli li trovate sul <a title="Simple Twitter Plug-in for WordPress" href="http://ottopress.com/wordpress-plugins/simple-twitter-connect/" target="_blank">sito del plug-in</a>).</li>
<li>A quel punto, Twitter vi rilascerà le chiavi (una coppia di stringhe di caratteri) che identificano univocamente la vostra applicazione appena creata. Queste stringhe servono a consentire la comunicazione tra l&#8217;applicazione appena creata sul social network ed il plug-in che si occupa del Connect e, non a caso, vanno inserite nel pannello di configurazione di Simple Twitter Connect.</li>
<li>A questo punto, quando l&#8217;utente clicca sul pulsante Connect with Twitter, questo viene rimbalzato su Twitter, nel suo account Twitter (qualora non sia loggiato, gli verrà chiesto di loggarsi su Twitter) in quanto dovrà acconsentire a collegare il suo account alla applicazione descritta al punto 1.Una volta che l&#8217;utente avrà acconsentito alla richiesta di collegamento dell&#8217;app al suo profilo, quest&#8217;ultimo sarà reindirizzato sul sito, già autenticato! <img src='http://www.antoniopicone.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' title="Facebook Connect e Twitter Connect: cosa sono e come funzionano" /> </li>
</ol>
</div>
<div id="_mcePaste">Questo sistema di autenticazione sfrutta <a title="OAuth su WikiPedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/OAuth" target="_blank">OAuth</a> per collegare l&#8217;account dell&#8217;utente all&#8217;applicazione: si tratta di un metodo ormai diffusissimo per consentire l&#8217;autenticazione in maniera molto robusta (=sicura), basata sui seguenti criteri:</div>
<div id="_mcePaste">
<ul>
<li>l&#8217;utente finale non rilascia a terzi altre informazioni in quanto collega al suo profilo Facebook/Twitter una applicazione Facebook/Twitter: questo vuol dire anche che Facebook/Twitter hanno altresì la facoltà di spegnere l&#8217;app di connessione (quella al punto 1), qualora questa non rispetti le policy o per qualunque altro motivo ne giustifichi la rimozione.</li>
<li>la comunicazione avviene, di fatto, tra l&#8217;applicazione (al punto 1) ed il sito che utilizza la funzione di connect, generando un token che &#8220;lega&#8221; l&#8217;account utente all&#8217;applicazione (al punto 1).<br />
Il token in questione non contiene alcuna informazione sui dati sensibili dell&#8217;utente e viene salvato sul server.</li>
<li>l&#8217;accesso alle eventuali informazioni sull&#8217;utente avviene, una volta che l&#8217;autenticazione è andata a buon fine, a carico dell&#8217;applicazione di Connect che li ottiene da quella sul social network (al punto 1).</li>
<li>l&#8217;utente, inoltre, può disinstallare/scollegare l&#8217;applicazione (al punto1) dal suo profilo per evitare che questa continui ad accedere ai dati funzionali all&#8217;autenticazione sul sito collegato all&#8217;app (al punto 1)</li>
</ul>
</div>
<div id="_mcePaste">Spero che questa breve descrizione riesca a darvi un&#8217;idea di come funziona questa funzionalità, tra l&#8217;altro presente anche su questo sito <img src='http://www.antoniopicone.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' title="Facebook Connect e Twitter Connect: cosa sono e come funzionano" /> </div>
<div>Se volete integrare le funzioni di Facebook / Twitter Connect sul vostro blog in WordPress, vi consiglio di seguire il mio blog nei prossimi giorni, visto che sto preparando un articolo sull&#8217;argomento (e sui migliori plug-in meno invasivi che ho trovato sinora) <img src='http://www.antoniopicone.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' title="Facebook Connect e Twitter Connect: cosa sono e come funzionano" /> </div>
<div>ciaooo</div>
<p>Articolo da: <a href="http://www.antoniopicone.it">Antonio Picone | ingegnere informatico , istruttore di spinning</a><br/><br/><a href="http://www.antoniopicone.it/web/facebook-connect-e-twitter-connect-cosa-sono.html">Facebook Connect e Twitter Connect: cosa sono e come funzionano</a></p>
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		<title>HTML5 e la geolocalizzazione</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Jul 2010 15:02:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una delle novità introdotte in HTML5 è la GeoLocation, ovvero la possibilità di ottenere dal browser le informazioni sulla posizione geografica dell&#8217;utente.
Funzionamento
In breve, come funziona: lo standard (per cui vi rimando alla pagina del W3C)  prevede che il browser possa esporre le coordinate geografiche dell&#8217;utente fornitegli dal sistema operativo su cui è installato, qualora quest&#8217;ultimo [...]<p>Articolo da: <a href="http://www.antoniopicone.it">Antonio Picone | ingegnere informatico , istruttore di spinning</a><br/><br/><a href="http://www.antoniopicone.it/web/html5-e-la-geolocalizzazione.html">HTML5 e la geolocalizzazione</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una delle novità introdotte in HTML5 è la GeoLocation, ovvero la possibilità di ottenere dal browser le informazioni sulla posizione geografica dell&#8217;utente.</p>
<p><strong>Funzionamento</strong></p>
<p>In breve, come funziona: lo standard (per cui vi rimando alla <a title="HTML5 GeoLocation API" href="http://dev.w3.org/geo/api/spec-source.html" target="_blank">pagina del W3C</a>)  prevede che il browser possa esporre le coordinate geografiche dell&#8217;utente fornitegli dal sistema operativo su cui è installato, qualora quest&#8217;ultimo consenta di determinare la posizione geografica mediante antenna GPS o WiFi.</p>
<p>Pertanto, affinché un&#8217;applicazione web ottenga la posizione geografica, è necessario che il sistema operativo ed il browser supportino tale funzionalità.</p>
<p>C&#8217;è da dire, inoltre, che la richiesta della posizione geografica, da parte dell&#8217;applicazione web in questione, è sempre preceduta da una richieste esplicita fatta all&#8217;utente pertanto, sulla questione privacy, è l&#8217;utente a dover accettare esplicitamente di voler fornire al browser questo dato.</p>
<p>Sul discorso compatibilità dei browser: Safari e Chrome supportano pienamente le API per questa funzionalità (aggiunta di recente al draft di HTML5), altri browser potrebbero supportarla, magari con l&#8217;utilizzo di <a title="modernizr" href="http://www.modernizr.com/" target="_blank">Modernizr</a> , sull&#8217;uso di alcune istruzioni del CSS3) per cui vi rimando su <a title="articolo su HTML5" href="http://diveintohtml5.org/detect.html#geolocation" target="_blank">diveintohtml5</a> (sito dalla grafica molto grunge ma pieno di spunti per avvicinarsi all&#8217;HTML5).</p>
<p>In realtà eseguendo l&#8217;esempio che riporterò a breve, potrete verificare direttamente se la vostra versione del browser supporta la geolocalizzazione.</p>
<p><strong>Come utilizzarlo</strong></p>
<p>Ma tornando sul pezzo: come facciamo ad utilizzare le api di HTML5 relative alla geolocation ?</p>
<p>Premesso che per le API applicative HTML5 richiedono l&#8217;uso di Javascript, per verificare la compatibilità del vostro browser relativamente a geolocation basterà inserire in una pagina il seguente script:</p>
<pre class="brush: js">

&lt;script&gt;

function callback(pos) {

var latitudine  = pos.coords.latitude;

var longitudine = pos.coords.longitude;

alert(&#039;lat:&#039;+latitudine+&#039;, long:&#039;+longitudine);

}

if (navigator.geolocation) {

navigator.geolocation.getCurrentPosition(callback);

} else {

alert(&quot;Spiacente, il tuo browser non supporta la GeoLocation&quot;);

}

&lt;/script&gt;
</pre>
<p>In questo esempio memorizzo in due variabili globali (latitudine e longitudine) i rispettivi valori mediante una callback.</p>
<p>Le API di GeoLocation non si limitano alla latitudine ed alla longitudine &#8211; nel momento in cui vi scrivo, infatti, sono previste le seguenti proprietà:</p>
<ul>
<li>latitude</li>
<li>longitude</li>
<li>altitude (optional)</li>
<li>accuracy</li>
<li>altitudeAccuracy (optional)</li>
<li>heading (optional)</li>
<li>speed (optional)</li>
<li>timestamp</li>
</ul>
<p>L&#8217;accuracy, ad esempio, si rivela molto utile per stimare il grado di precisione della lettura dei parametri latitudine e longitudine: se pensate di integrare sulla vostra web app la geolocalizzazione, con l&#8217;accuracy, ad esempio sarebbe utile riportare tale valore dato che, soprattutto in assenza di una antenna gps, la lettura della posizione potrebbe avere degli scarti anche dell&#8217;ordine di centinaia di metri.</p>
<p>Mentre scrivevo questo articolo mi sono, ovviamente, divertito a creare uno script leggermente più complesso, che visualizzi una Google Map con un marker sulla posizione rilevata dal browser.</p>
<p>Potete vedere <strong><a title="HTML5 GeoLocation Deom" href="http://www.antoniopicone.it/esempio-di-geolocalizzazione-in-html-5" target="_blank">qui lo script in azione</a></strong> <img src='http://www.antoniopicone.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' title="HTML5 e la geolocalizzazione" /> </p>
<p>Un dettaglio sul codice dell&#8217;esempio: nell&#8217;inclusione del javascript per la mappa di Google, ho disabilitato il <em>sensor </em>(che era un <a title="Google Gears for GeoLocation" href="http://code.google.com/intl/it-IT/apis/gears/api_geolocation.html " target="_blank">metodo alternativo di geolocalizzazione basato su Gears</a>).</p>
<p>Inoltre, ho utilizzato tutti i parametri che è possibile passare alla funzione <em>navigator.geolocation.getCurrentPosition</em>:</p>
<ul>
<li>la callback in caso di esito positivo della lettura della posizione</li>
<li>la funzione per l&#8217;esito negativo</li>
<li>l&#8217;array di opzioni (io ne ho inserite due: timeout della richiesta e flag sull&#8217;accuratezza della lettura)</li>
</ul>
<p><strong>Considerazioni</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Non vi nascondo che sono sempre stato scettico sul fornire ad una web app la posizione geografica e, come me, gran parte degli utenti potrebbero avere delle remore a fornire queste informazioni durante la navigazione di un sito web.</p>
<p>In realtà esistono svariati contesti in cui la geolocation si rivela molto utile e, secondo me, è in quegli ambiti che può trovare applicazione:</p>
<p><em>Come raggiungerci</em></p>
<p><em> </em></p>
<p>Pensate ad esempio alla classica pagina &#8220;Dove siamo/Come raggiungerci&#8221; di siti relativi ad esercizi commerciali &#8211; leggendo la posizione dell&#8217;utente gli si può presentare una mappa con il percorso per raggiungere in auto la vostra sede, cosa sicuramente più evoluta rispetto alla classica mappa.</p>
<p><em>Geotagging</em></p>
<p><em> </em></p>
<p>Pensate a tutte le applicazioni di ugc (user generate content) dove pubblicare contenuti corredati di una posizione geografica può fare la differenza &#8211; geolocalizzare il contenuto o l&#8217;azione di pubblicazione del contenuto consente di sviluppare web app come quelle di Flickr e Twitter che basano alcune delle loro funzionalità sulla posizione geografica dei contenuti e che in questo caso verrebbero valorizzate senza ulteriore intervento da parte dell&#8217;utente.</p>
<p><em>Around me</em></p>
<p><em> </em></p>
<p>Citando il nome di una famosissima app su iPhone, sfruttando la posizione geografica si potrebbero suggerire contenuti, servizi, esercizi commerciali e tutto quanto ci viene in mente, da quelli più vicini alla posizione dell&#8217;utente.</p>
<p>…provate a immaginare il tipo di applicazioni che potremo sviluppare quando a questa funzionalità si va ad aggiungere la ricerca semantica dei contenuti: potrei, ad esempio, cercare il negozio più vicino che vende un libro con un dato codice ISBN!!!</p>
<p>…incredibile, no ?! <img src='http://www.antoniopicone.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' title="HTML5 e la geolocalizzazione" /> </p>
<p>Articolo da: <a href="http://www.antoniopicone.it">Antonio Picone | ingegnere informatico , istruttore di spinning</a><br/><br/><a href="http://www.antoniopicone.it/web/html5-e-la-geolocalizzazione.html">HTML5 e la geolocalizzazione</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>HTML5 cheat sheet: eccone una molto carina, pronta per essere stampata</title>
		<link>http://www.antoniopicone.it/web/html5-cheat-sheet-eccone-una-molto-carina-pronta-per-essere-stampata.html</link>
		<comments>http://www.antoniopicone.it/web/html5-cheat-sheet-eccone-una-molto-carina-pronta-per-essere-stampata.html#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 06 Jul 2010 08:32:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio</dc:creator>
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		<category><![CDATA[home page]]></category>
		<category><![CDATA[html]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.antoniopicone.it/?p=632</guid>
		<description><![CDATA[Se avete intenzione di iniziare ad utilizzare i tag dell&#8217;HTML 5, può essere utile avere un documento, magari stampato, che riporti tutti i tag introdotti dalla nuova codifica.
Gironzolando in rete si trovano molte cheat sheet su HTML5, quella che vi propongo mi è piaciuta molto ed è disponibile in due versioni (bianco su nero e viceversa).
Il [...]<p>Articolo da: <a href="http://www.antoniopicone.it">Antonio Picone | ingegnere informatico , istruttore di spinning</a><br/><br/><a href="http://www.antoniopicone.it/web/html5-cheat-sheet-eccone-una-molto-carina-pronta-per-essere-stampata.html">HTML5 cheat sheet: eccone una molto carina, pronta per essere stampata</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se avete intenzione di iniziare ad utilizzare i tag dell&#8217;HTML 5, può essere utile avere un documento, magari stampato, che riporti tutti i tag introdotti dalla nuova codifica.</p>
<p>Gironzolando in rete si trovano molte <em>cheat sheet </em>su HTML5, quella che vi propongo mi è piaciuta molto ed è disponibile in due versioni (bianco su nero e viceversa).</p>
<p>Il link è il seguente: <a title="HTML5 Visual Cheat Sheet" href="http://woork.blogspot.com/2009/09/html-5-visual-cheat-sheet-by-woork.html" target="_blank">http://woork.blogspot.com/2009/09/html-5-visual-cheat-sheet-by-woork.html</a></p>
<p><em><span style="font-style: normal;">happy HTML5 coding <img src='http://www.antoniopicone.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' title="HTML5 cheat sheet: eccone una molto carina, pronta per essere stampata" /> </span></em></p>
<p>Articolo da: <a href="http://www.antoniopicone.it">Antonio Picone | ingegnere informatico , istruttore di spinning</a><br/><br/><a href="http://www.antoniopicone.it/web/html5-cheat-sheet-eccone-una-molto-carina-pronta-per-essere-stampata.html">HTML5 cheat sheet: eccone una molto carina, pronta per essere stampata</a></p>
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		<title>HTML5, una rapida panoramica sulle novità</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Jul 2010 13:57:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[HTML5 ormai è alle porte e le novità che porta questa versione &#8220;aggiornata&#8221; dell&#8217;hypertext markup language vanno ben oltre il tag video (che, anche su questo sito, ha suscitato interessanti diatribe).
HTML5, infatti, per chi (come me) considera il web un ambiente dove sviluppare applicazioni, fornisce supporto a tantissime tecnologie e strutture dati che, formalmente inserite [...]<p>Articolo da: <a href="http://www.antoniopicone.it">Antonio Picone | ingegnere informatico , istruttore di spinning</a><br/><br/><a href="http://www.antoniopicone.it/web/html5-una-rapida-panoramica-sulle-novita.html">HTML5, una rapida panoramica sulle novità</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>HTML5 ormai è alle porte e le novità che porta questa versione &#8220;aggiornata&#8221; dell&#8217;hypertext markup language vanno ben oltre il tag video (che, anche su questo sito, ha suscitato interessanti diatribe).</p>
<p>HTML5, infatti, per chi (come me) considera il web un ambiente dove sviluppare applicazioni, fornisce supporto a tantissime tecnologie e strutture dati che, formalmente inserite mediante i rispetti tag, consentono di rendere i contenuti online sempre più orientati al web semantico.</p>
<p>Ad esempio, è possibile definire un menu con l&#8217;apposito tag (&lt;menu&gt;) o altri elementi di layout delle pagine quali header (&lt;header&gt;) e footer (&lt;footer&gt;, ovviamente <img src='http://www.antoniopicone.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' title="HTML5, una rapida panoramica sulle novità" />  ).</p>
<p>Ciò consente, innanzitutto, di superare i limiti dei classici tag &lt;div&gt; e &lt;p&gt; nella organizzazione della rilevanza dei contenuti in una pagina…un esempio ? Attualmente, dal punto di vista del DOM, una lista di voci all&#8217;interno di un paragrafo del contenuto principale e una lista di voci di un menu in un altro paragrafo della stessa pagina, hanno la stessa &#8220;dignità&#8221;…questo in quanto il browser, a meno di un markup molto &#8220;pulito&#8221; non ha modo di interpretare né di distinguere elementi il cui contenuto è più informativo rispetto agli altri elementi della pagina.</p>
<p>…a dirla tutta, i browser attuali non hanno una reale necessità di discernere i contenuti dagli elementi accessori alla pagina…(l&#8217;ho scritta malissimo ma spero renda l&#8217;idea <img src='http://www.antoniopicone.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' title="HTML5, una rapida panoramica sulle novità" />  ), il discorso però cambia se si vogliono estrarre contenuti da pagine con layout molto complessi, ad esempio per una lettura più agevole.</p>
<p>In tal senso, alcuni browser (come Safari) si stanno &#8220;portando avanti&#8221; integrando soluzioni di estrazione del contenuto principale (quindi, presumibilmente quello più informativo)…nello specifico, Safari usa <a title="Readability" href="http://lab.arc90.com/experiments/readability/" target="_blank">Readability</a>, un progetto open source.</p>
<p>Piccola parentesi: di recente il discorso della <em>readability</em> è un tema molto sentito…iBooks vi dice nulla ?! <img src='http://www.antoniopicone.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' title="HTML5, una rapida panoramica sulle novità" /> </p>
<p>Ma questa è solo una delle novità introdotte da HTML 5, in realtà una delle più evidenti è presente anche su questo sito…ed è visibile nel logo: il mio logo, infatti, è realizzato utilizzando non più un&#8217;immagine bensì dei <strong>canvas </strong>(che per ora vengono generati da un javascript) ma che sono pienamente supportati da HTML 5</p>
<p>Senza contare tutte le novità relative ai tag &lt;audio&gt; e &lt;video&gt; e ai già citati <a title="HTML5 e tag video: l'inizio della fine per i player Flash ?" href="http://www.antoniopicone.it/web/html5-e-tag-video-linizio-della-fine-per-i-player-flash.html">risvolti relativi all&#8217;introduzione di quest&#8217;ultimo tag</a> <img src='http://www.antoniopicone.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' title="HTML5, una rapida panoramica sulle novità" /> </p>
<p>Nei prossimi giorni pubblicherò un articolo con tutte le novità di HTML5 relativamente ai form, alle tecnologie come la geolocalizzazione, l&#8217;offline storage e tutto quanto permette di apprezzare la vera potenza di questo linguaggio, decisamente più orientato alle web application.</p>
<p>Prima di salutarvi, però, vi segnalo un link molto interessante, completo di tutorial su HTML 5 e su cheat sheet per avere sempre sott&#8217;occhio i tag del nuovo linguaggio: <a title="HTML 5 tutorials and cheat sheets" href="http://webdesignledger.com/tutorials/15-useful-html5-tutorials-and-cheat-sheets" target="_blank">http://webdesignledger.com/tutorials/15-useful-html5-tutorials-and-cheat-sheets</a></p>
<p>ciao <img src='http://www.antoniopicone.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' title="HTML5, una rapida panoramica sulle novità" /> </p>
<p>PS: l&#8217;immagine abbinata a questo post è tratta da Smashingmagazine ed è un intero fumetto su HTML5, ecco il <a title="XHTML vs HTML5" href="http://media.smashingmagazine.com/cdn_smash/wp-content/uploads/images/xhtml2-html5/comic-960px.jpg" target="_blank">link</a>.</p>
<p>Articolo da: <a href="http://www.antoniopicone.it">Antonio Picone | ingegnere informatico , istruttore di spinning</a><br/><br/><a href="http://www.antoniopicone.it/web/html5-una-rapida-panoramica-sulle-novita.html">HTML5, una rapida panoramica sulle novità</a></p>
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		<title>HTML5 e tag video: l&#8217;inizio della fine per i player Flash ?</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Jan 2010 08:32:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ormai se ne parla un po&#8217; ovunque: l&#8217;HTML 5 apporterà davvero tante novità, la maggior parte di queste, sicuramente diventeranno gioie e dolori per chi del web ne sviluppa le interfacce, chi realizza il markup&#8230;altri aspetti, altrettanto innovativi, danno origine a speculazioni di vario genere.
Ma prima di arrivare al punto, una piccola parentesi: dovete sapere [...]<p>Articolo da: <a href="http://www.antoniopicone.it">Antonio Picone | ingegnere informatico , istruttore di spinning</a><br/><br/><a href="http://www.antoniopicone.it/web/html5-e-tag-video-linizio-della-fine-per-i-player-flash.html">HTML5 e tag video: l&#8217;inizio della fine per i player Flash ?</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Ormai se ne parla un po&#8217; ovunque: l&#8217;HTML 5 apporterà davvero tante novità, la maggior parte di queste, sicuramente diventeranno gioie e dolori per chi del web ne sviluppa le interfacce, chi realizza il <em>markup&#8230;</em>altri aspetti, altrettanto innovativi, danno origine a speculazioni di vario genere.</p>
<p>Ma prima di arrivare al punto, una piccola parentesi: dovete sapere che quando nel lontano 1996 Google non era ancora l&#8217;<em>indice</em> della Rete, una delle mie attività preferite sul web (oltre a scrivere un blog in inglese sulla realtà virtuale immersiva <img src='http://www.antoniopicone.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' title="HTML5 e tag video: linizio della fine per i player Flash ?" />  ) consisteva nel praticare ore (notturne) di netsurfing <em>selvaggio</em>: semplicemente partendo da un sito che mi interessava, proseguivo senza alcun freno verso i link in uscita da quella pagina&#8230;questa attività, molto spesso, conduceva su pagine sperdute nella rete, dove mi ritrovavo a leggere di chissà quali argomenti.</p>
<p>Ebbene, nel corso degli anni (per motivi di facile comprensione), ho un po&#8217; abbandonato questa pratica, ma capita che avendo sempre con me un &#8220;cellulare connesso alla rete&#8221; (se mi sentisse Steve Jobs&#8230; <img src='http://www.antoniopicone.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' title="HTML5 e tag video: linizio della fine per i player Flash ?" />  ), di tanto in tanto riesco a riprovare questa esperienza.</p>
<p>Di recente, infatti, sono incappato in un sito dove il tema principale è l&#8217;approccio all&#8217;imminente html5 ( <a title="Video support in HTML5" href="http://diveintohtml5.org/video.html" target="_blank">Dive Into HTML5</a> ) e, in particolare, mi ha colpito la completezza con cui vengono descritti i protocolli di codifica, le questioni di licenze annesse e connesse e le alternative <em>open</em> per realizzare e riprodurre contenuti video su pagine conformi al nuovo standard.</p>
<p>Di cosa si tratta: in poche parole, <strong>con l&#8217;avvento dell&#8217;HTML 5, sarà possibile inserire video all&#8217;interno delle pagine html utilizzando un tag</strong> (&lt;video&gt;, per l&#8217;appunto), esattamente come avviene ora per le immagini (mediante il tag &lt;img&gt;).<br />
Attualmente, invece, l&#8217;inserimento di un contenuto video in una pagina html prevede l&#8217;inclusione di un oggetto (il player) preposto alla riproduzione dei video: negli ultimi anni, infatti, la diffusione di player video in Flash hanno fatto la fortuna di progetti com YouTube e Vimeo e, in virtù della loro notorietà, aumentato enormemente la diffusione di contenuti video in rete.</p>
<p>Di pari passo con la diffusione di player Flash per i video, è altrettanto diffuso proprio il formato di codifica dei video compatibile con Flash: l&#8217;FLV (FLash Video).</p>
<p>Attualmente, per inserire un player flash e riprodurre video flv in una pagina html, infatti:</p>
<ol>
<li>I video da riprodurre vanno convertiti (o <em>transcodificati,</em> come direbbe il mio prof di Elaborazione Numerica dei Segnali <img src='http://www.antoniopicone.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' title="HTML5 e tag video: linizio della fine per i player Flash ?" /> <em> </em>) nel formato FLV</li>
<li>Il player (che di fatto è un programma flash, compilato, con estensione .swf) va reso disponibile sul server</li>
<li>All&#8217;interno della pagina html dove inserire il video (ed il relativo player), vanno aggiunte le istruzioni di <em>embed</em> necessarie ad informare il browser che dovrà eseguire un programma, in flash, con determinati parametri (il percorso del file al punto 2 e, generalmente, anche il percorso del video .flv al punto 1)</li>
<li>L&#8217;utente deve avere installato un plug-in per eseguire nel browser applicazioni flash (come le animazioni, i banner animati&#8230;i player flv)</li>
</ol>
<p>&#8230;ed è proprio su quest&#8217;ultimo punto che vorrei soffermarmi: fermo restando che qualunque contenuto video, affinché sia &#8220;riproducibile&#8221;, in un modo o nell&#8217;altro, prima o poi, andrà transcodificato e che, anche sull&#8217;inserimento di tag nella pagina non ne possiamo fare a meno, ciò che attualmente è legato alla specifica tecnologia (di riproduzione) utilizzata, richiede:</p>
<ul>
<li>L&#8217;esistenza di un player sul server</li>
<li>L&#8217;esistenza di un plug-in sul client</li>
</ul>
<p>Questo è quanto accade ora, con Flash.</p>
<p>&#8230;e qui arriva la mia speculazione: se HTML5, con l&#8217;avvento del tag &lt;video&gt; ed il relativo demand al browser della scelta del miglior player (disponibile dal sistema operativo), per riprodurre filmati non solo in flv ma anche (e, credo, soprattutto) in H.264, in un certo senso tenderà a &#8220;liberare&#8221; la questione dell&#8217;embed di video dai punti 2 e 4 dell&#8217;elenco di sopra,<br />
<strong>è plausibile che il predominio di Flash, per la riproduzione di video, ne sarà influenzato ?</strong></p>
<p><strong>La mia risposta è: FORSE</strong>, soprattutto perché se è vero che convertire e riprodurre video in FLV non è esente da costi/condizioni di licenza a favore di Adobe, la situazione non è molto differente se, anziché usare Flash Video, si usa Windows Media, QuickTime e persino H.264 (come riporta quell&#8217;articolo su DiveIntoHtml5)&#8230;ovviamente esistono soluzioni <em>open</em> e questo scenario, magari, farà da cassa di risonanza proprio ai formati di codifica open source.</p>
<p>Ma la considerazione immediatamente successiva è quella relativa all&#8217;accesso dei dispositivi dotati di browser web, sinora sprovvisti di plug-in per Flash, a contenuti video su pagine conformi allo standard HTML5:</p>
<p>In questo momento, ad esempio, la versione di Safari per iPhone non supporta Flash in quanto Adobe non ha rilasciato un plug-in che consenta al gioiellino di casa Apple di riprodurre filmati Flash e, di conseguenza, player .flv qualora questi siano presenti nelle pagine&#8230;</p>
<p>Ma il motivo per cui sto spostando l&#8217;attenzione di questo post sul discorso <em>mobile </em>non è casuale <img src='http://www.antoniopicone.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' title="HTML5 e tag video: linizio della fine per i player Flash ?" /> </p>
<p>&#8230;vediamo se riesco a rendere l&#8217;idea:</p>
<ul>
<li>Attualmente un Nokia N97, ad esempio, a differenza di altri palmari, può riprodurre contenuti Flash ed ha un supporto di terze parti (Adobe) a contenuti quali Flash e Pdf</li>
<li>Google, anni fa ormai, acquista YouTube: decisamente il più diffuso portale di video sul web&#8230;che sinora usava esclusivamente Flash</li>
<li>Ma Google sta sviluppando Android quindi, al pari di YouTube, potrebbe ritrovarsi a &#8220;dipendere&#8221; da una tecnologia proprietaria (non sua <img src='http://www.antoniopicone.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' title="HTML5 e tag video: linizio della fine per i player Flash ?" />  ) per riprodurre filmati sul browser dei dispositivi dotati di Android</li>
</ul>
<p>&#8230;e ora un po&#8217; di domande:</p>
<ol>
<li>Che succede se YouTube inizia a sposare la causa dell&#8217;HTML 5 e, magari in poco tempo, <a title="YouTube in HTML5" href="http://www.youtube.com/html5">iniziare a testare i video in HTML5</a> a scapito di Flash Video ?</li>
<li>E&#8217; un caso che Chrome (il browser di Big G, alla base anche del futuro Google OS) sia basato su WebKit, attualmente il framework per lo sviluppo di client web che meglio supporta HTML5&#8230;e che questo framework sia lo stesso su cui è basato Safari (sia su Mac che su iPhone) ?</li>
<li>E&#8217; un caso che su YouTube sia costantemente suggerito l&#8217;uso di Chrome ? (ovviamente, il primo motivo per farlo è quello di risicare quote di utenti a IE, Firefox ed altri&#8230;ma, secondo me, il motivo è più profondo&#8230;)</li>
<li>Se Google (e tutti i progetti in suo possesso) ed Apple non avranno più necessità della tecnologia di Adobe, in virtù dell&#8217;alternativa derivante dall&#8217;utilizzo di HTML5 per il supporto del video sul web, chi ne trarrà i maggiori benefici ?</li>
</ol>
<p>Personalmente piuttosto che addentrarmi nelle speculazioni su risvolti commerciali, mi piace concentrarmi sull&#8217;effetto che un simile ipotetico scenario avrà sui dispositivi che tutt&#8217;ora utilizziamo e che, ancora di più, avremo magari in tasca, in borsa, in ufficio e con cui accederemo alla rete nei prossimi mesi:</p>
<p>il mio MacBook Air non potrà che ringraziare se anziché stressare i due <em>core </em>del processore per far andare un player flash, demanderà l&#8217;esecuzione dei contenuti video, anche in HD, a <em>Quartz </em>e fratelli <img src='http://www.antoniopicone.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' title="HTML5 e tag video: linizio della fine per i player Flash ?" /> </p>
<p>Insomma, dal punto di vista dell&#8217;utente, io credo che i cambiamenti (soprattutto se nella direzione degli standard) non possano che produrre miglioramenti e, cosa piuttosto usuale sul web, favorire l&#8217;<em>open source</em> a scapito di tecnologie proprietarie&#8230;ma dov&#8217;è che l&#8217;utente davvero ci guadagna ?! sicuramente quando le aziende, man mano che prendono coscienza di tale processo, si staccano dal concetto di <em>royalty </em>a favore dei servizi da poter offrire: IMHO su questo Big G è davvero lungimirante,<br />
staremo a vedere.</p>
<p>Articolo da: <a href="http://www.antoniopicone.it">Antonio Picone | ingegnere informatico , istruttore di spinning</a><br/><br/><a href="http://www.antoniopicone.it/web/html5-e-tag-video-linizio-della-fine-per-i-player-flash.html">HTML5 e tag video: l&#8217;inizio della fine per i player Flash ?</a></p>
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		<title>Ora &#8220;si porta&#8221; twitter</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Jul 2009 08:19:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per chi non fosse di origini partenopee: ora &#8220;è di moda&#8221; twitter  
&#8230;non bastava facebook e, badate bene, lungi da me paragonare due social network COMPLETAMENTE differenti: mi riferisco all&#8217;(ab)uso smodato che se ne fa di queste piattaforme. Nate, tra l&#8217;altro, con un unico obiettivo: profilare utenti (facebook) e seguire i trend (twitter).
La cosa [...]<p>Articolo da: <a href="http://www.antoniopicone.it">Antonio Picone | ingegnere informatico , istruttore di spinning</a><br/><br/><a href="http://www.antoniopicone.it/web/ora-si-porta-twitter.html">Ora &#8220;si porta&#8221; twitter</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Per chi non fosse di origini partenopee: ora &#8220;è di moda&#8221; twitter <img src='http://www.antoniopicone.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' title="Ora si porta twitter" /> </p>
<p>&#8230;non bastava facebook e, badate bene, lungi da me paragonare due social network COMPLETAMENTE differenti: mi riferisco all&#8217;(ab)uso smodato che se ne fa di queste piattaforme. Nate, tra l&#8217;altro, con un unico obiettivo: profilare utenti (facebook) e seguire i trend (twitter).<br />
La cosa triste è vedere tanti personaggi, aziende, negozi, brutalizzare questi social network per fare una tristissima e decisamente poco proficua pubblicità alle loro attività.<br />
Intendiamoci, non che queste piattaforme non permettano pubblicità: su facebook esistono le pagine, si possono creare gruppi&#8230;e invece cosa accade?!</p>
<p>Spam (perché di questo si tratta) da parte di più soggetti (magari proprio della stessa azienda o amici dell&#8217;attività comemrciale in questione) pubblicare TUTTI lo stesso link, senza uno straccio di commento&#8230;ah, ovviamente i link sono autocelebrativi e riportano a blog che, anziché generare discussione, fanno altra pubblicità: EstìCaxxi?! (come direbbe il mitico personaggio di 610)</p>
<p>Dicevo, non basta questo&#8230;vogliamo parlarne degli utenti creati per fare pubblicità?! E&#8217; una storia vecchia quanto la rete, era il lontano 1997 quando su mIRC questi soggetti erano già etichettati come Troll (poi il termine ha preso anche altre accezioni).</p>
<p>Il punto è che spesso si manca di EDUCAZIONE nell&#8217;uso della rete&#8230;la famosa <em>Netiquette</em>, che manca ad alcune persone che credono di fare i <em>furbini&#8230;</em>sappiate che:</p>
<ul>
<li>gli utenti dei social network non sono dei beoti</li>
<li>l&#8217;uso scorretto degli strumenti della rete vi rende poco credibili</li>
<li>i &#8220;veri&#8221; utenti di facebook, ad esempio, che passano tutto il giorno a giocare a Guerra di Bande o aggiornano anche il loro numero di cellulare, se ne STRAFREGANO delle vostre attività</li>
</ul>
<p>ma&#8230;ATTENZIONE&#8230;prima che facebook inizi a bannare, è già pronto tutto per traghettare verso un nuovo porto (in)sicuro: twitter!!!</p>
<p>E qui casca l&#8217;asino! <img src='http://www.antoniopicone.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' title="Ora si porta twitter" />  &#8230;twitter non è facebook e, prima ancora di riuscire a capire come fare della squallida pubblicità alle proprie attività, ci si renderà conto che i followers hanno di meglio da fare che leggere le autocelebrazioni.</p>
<p>Provate, invece, a spremervi le meningi, a studiare le tecnologie per usarle&#8230;non brutalizzarle!</p>
<p>that&#8217;s all <img src='http://www.antoniopicone.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' title="Ora si porta twitter" /> </p>
<p>PS: L&#8217;immagine in home page risale al 3 Settembre 2008: giorno in cui il sottoscritto ha iniziato ad usare twitter&#8230;non aggiungo altro <img src='http://www.antoniopicone.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' title="Ora si porta twitter" /> </p>
<p>Articolo da: <a href="http://www.antoniopicone.it">Antonio Picone | ingegnere informatico , istruttore di spinning</a><br/><br/><a href="http://www.antoniopicone.it/web/ora-si-porta-twitter.html">Ora &#8220;si porta&#8221; twitter</a></p>
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		<title>Il lato oscuro della rete&#8230;</title>
		<link>http://www.antoniopicone.it/web/il-lato-oscuro-della-rete.html</link>
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		<pubDate>Sat, 18 Oct 2008 14:24:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio</dc:creator>
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		<category><![CDATA[google]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci riflettevo l&#8217;altra sera, davanti una pizza (pesantissima) e una birra (rossa rigorosamente): si parlava del più e del meno, su come il web si sia evoluto in questi anni, su come una semplice tesi sia diventato il motore di ricerca più famoso sul web&#8230;e su come i social network stiano cambiando le abitudini e [...]<p>Articolo da: <a href="http://www.antoniopicone.it">Antonio Picone | ingegnere informatico , istruttore di spinning</a><br/><br/><a href="http://www.antoniopicone.it/web/il-lato-oscuro-della-rete.html">Il lato oscuro della rete&#8230;</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci riflettevo l&#8217;altra sera, davanti una pizza (pesantissima) e una birra (rossa rigorosamente): si parlava del più e del meno, su come il web si sia evoluto in questi anni, su come una semplice tesi sia diventato il motore di ricerca più famoso sul web&#8230;e su come i social network stiano cambiando le abitudini e gli stimoli dei fruitori della rete.</p>
<p>&#8230;e fin qui tutto bene: il punto è che, tralasciando le visioni in pieno stile da film di spionaggio, viene da fare alcune considerazioni su come alcuni strumenti in rete abbiano ormai dissacrato l&#8217;unico vero patrimonio umano (visto che ormai anche quello genetico è noto <img src='http://www.antoniopicone.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' title="Il lato oscuro della rete..." /> &#8230; LA PRIVACY.</p>
<p>E&#8217; incredibile: lo stesso inventore di Napster, del primo software peer to peer, si inventa un social network con l&#8217;obiettivo di &#8220;collegare&#8221; persone (Facebook)&#8230;peccato che poi ci si lascia prendere la mano e si iniziano a pubblicare foto, esprimere i propri giudizi, partecipare a sondaggi, dare il proprio consenso a cause &#8220;virtuali&#8221;, ecc&#8230;insomma, su Facebook ormai c&#8217;è tutto ciò che consente di profilare l&#8217;identità di coloro che utilizzano il web.<br />
Per carità, trovo GENIALE l&#8217;idea di aver concepito un social network in cui siano gli utenti a creare l&#8217;applicazione, è geniale quanto è incredibile che <em>Accettando i termini del servizio&#8230;</em> ci si iscriva ad un network che profila la tua identità e che va a braccetto (visto che, nelle logiche di Google, Facebook è uno dei siti più Trust al mondo) con il motore di ricerca che di fatto detta le regole su come debba essere il web.</p>
<p>&#8230;e già che ci siamo, vogliamo parlare proprio di Google?! Anch&#8217;io uso Gmail, la mia rubrica e il mio calendario sono su Google: in quanto utente ho un servizio ineccepibile (Gmail è a quota 7GB per la posta) ma l&#8217;idea che un&#8217;unica azienda detenga le comunicazioni, le abitudini, i contatti di centinaia di milioni di persone&#8230;beh, a me fa un po&#8217; riflettere.</p>
<p>Cos&#8217;è che attualmente potrebbe minare il <em>masterplan </em>di Google? beh, gli utenti non connessi, quelli che continuano ad essere scollegati dalla rete (semmai ce ne siano), in generale, coloro che la propria digital life la tengono ancora archiviata sui loro PC.</p>
<p>Nessun problema, anche questi ultimi si convinceranno a fare il grande salto quando vedranno che con il loro cellulare possono scrivere documenti, elaborare fogli di calcolo, far vedere le loro foto a parenti e amici (o magari a compagni del liceo).</p>
<p>I tempi cambiano, ma l&#8217;obiettivo di chi ha successo è sempre lo stesso: ottenere il controllo!</p>
<p>&#8230; Troppo catastrofico?!?!?!? <img src='http://www.antoniopicone.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' title="Il lato oscuro della rete..." /> </p>
<p>naaaa&#8230;giusto uno spunto di riflessione, meglio andare a lavare la macchina va&#8230; <img src='http://www.antoniopicone.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' title="Il lato oscuro della rete..." /> </p>
<p>Articolo da: <a href="http://www.antoniopicone.it">Antonio Picone | ingegnere informatico , istruttore di spinning</a><br/><br/><a href="http://www.antoniopicone.it/web/il-lato-oscuro-della-rete.html">Il lato oscuro della rete&#8230;</a></p>
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		<title>Google diventa un browser&#8230;ma siamo sicuri che&#8230;</title>
		<link>http://www.antoniopicone.it/web/google-chrome-un_browser_tanti_dubbi.html</link>
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		<pubDate>Wed, 03 Sep 2008 16:37:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio</dc:creator>
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		<category><![CDATA[google]]></category>
		<category><![CDATA[privacy]]></category>

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		<description><![CDATA[Si chiama Chrome il nuovo Browser di Google, rilasciato oggi nella prima versione beta per Windows.
Ne hanno parlato in tanti, alcuni lo hanno già scaricato ed installato (io no, visto che per Mac ancora non ce n&#8217;è) e le impressioni fanno ben sperare: è velocissimo, massimizzata l&#8217;area di visualizzazione delle pagine, motore Javascript molto veloce [...]<p>Articolo da: <a href="http://www.antoniopicone.it">Antonio Picone | ingegnere informatico , istruttore di spinning</a><br/><br/><a href="http://www.antoniopicone.it/web/google-chrome-un_browser_tanti_dubbi.html">Google diventa un browser&#8230;ma siamo sicuri che&#8230;</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Si chiama <a title="Google Chrome" href="http://www.google.com/chrome">Chrome</a> il nuovo Browser di Google, rilasciato oggi nella prima versione beta per Windows.</p>
<p>Ne hanno parlato in tanti, alcuni lo hanno già scaricato ed installato (io no, visto che per Mac ancora non ce n&#8217;è) e le impressioni fanno ben sperare: è velocissimo, massimizzata l&#8217;area di visualizzazione delle pagine, motore Javascript molto veloce (integra una evoluzione del WebKit che c&#8217;è anche su Safari) ma&#8230;</p>
<p>&#8230;ho sbirciato un po&#8217; tra le righe della licenza d&#8217;uso&#8230;e scopro che:</p>
<blockquote><p>perpetual, irrevocable, worldwide, royalty-free, and non-exclusive license to reproduce, adapt, modify, translate, publish, publicly perform, publicly display and distribute any content which you submit, post or display on or through, the services</p></blockquote>
<p>&#8230;ciò vuol dire ACCETTARE che Google utilizzi OGNI contenuto (cronologia di navigazione, ad esempio&#8230;) a suo piacimento: posso solo immaginare quanto saranno pertinenti ai nostri gusti gli ads che Google inserirà nelle pagine iscritte al loro programma Ad.</p>
<p>..e le ricerche? &#8230;se venissi profilato su un tema: le vacanze, ad esempio, sarebbe assai difficile condizionare l&#8217;autocompletamento della mia installazione di Chrome affinché mi ritrovi tra le keyword suggerite (sì, perché la long tail inizia davvero ad essere un ricordo&#8230;) ciò che ha un ranking più elevato tra gli advertiser ?</p>
<p>Sto ipotizzando&#8230;ma sono tutti scenari verosimili e, dal punto di vista puramente tecnico, fattibilissimi avendo a disposizione le informazioni sull&#8217;esperienza di navigazione degli utenti.</p>
<p>Mi viene in mente che anni fa una simile situazione sarebbe stata tacciata come &#8220;scorretta&#8221;, &#8220;una violazione della privacy&#8221;&#8230;che coinvolgeva il browser di un certo Zio Bill&#8230;ora che a scoperchiare delle falle grandi quanto una casa è il motore di ricerca di riferimento&#8230;pare che certi aspetti passino in secondo piano.</p>
<p>Meglio tenere gli occhi aperti, anche se ormai la diffusione delle Google Apps è talmente virale che si rischia di far le lotte contro i mulini a vento <img src='http://www.antoniopicone.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' title="Google diventa un browser...ma siamo sicuri che..." /> </p>
<p>&#8230;ma magari mi sbaglio.</p>
<p>ciaooo</p>
<p>Articolo da: <a href="http://www.antoniopicone.it">Antonio Picone | ingegnere informatico , istruttore di spinning</a><br/><br/><a href="http://www.antoniopicone.it/web/google-chrome-un_browser_tanti_dubbi.html">Google diventa un browser&#8230;ma siamo sicuri che&#8230;</a></p>
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		<title>twitter&#8230;ovvero dimmi che fai</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Aug 2008 16:42:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio</dc:creator>
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		<category><![CDATA[social network]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; l&#8217;ultimo che ho scoperto in fatto di social networks: il concetto è molto semplice&#8230;basta dire al mondo intero cosa stai facendo. Perché mai tutto ciò?! &#8230;semplice, ormai siamo tutti in rete (o per lo meno chi fa un mestiere come il mio è praticamente sul web 8 ore al giorno + tutto il tempo [...]<p>Articolo da: <a href="http://www.antoniopicone.it">Antonio Picone | ingegnere informatico , istruttore di spinning</a><br/><br/><a href="http://www.antoniopicone.it/web/twitter-ovvero-dimmi-che-fai.html">twitter&#8230;ovvero dimmi che fai</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; l&#8217;ultimo che ho scoperto in fatto di social networks: il concetto è molto semplice&#8230;basta dire al mondo intero cosa stai facendo. Perché mai tutto ciò?! &#8230;semplice, ormai siamo tutti in rete (o per lo meno chi fa un mestiere come il mio è praticamente sul web 8 ore al giorno + tutto il tempo che il mio iPhone è sotto copertura WiFi o 3G&#8230;quindi tutto il tempo eccetto quello passato a dormire, vabbè sto divagando <img src='http://www.antoniopicone.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' title="twitter...ovvero dimmi che fai" />  )</p>
<p>&#8230;dicevo, perché mai un social network debba basarsi sulla condivisione di questa unica, semplice informazione su &#8220;cosa stai facendo&#8221;!? &#8230;chi usa <a title="twitter.com" href="http://www.twitter.com">twitter</a> (il social network in questione&#8230;anche se io preferirei definirlo un <em>social lurking, </em>visto che ci si <em>inciucia </em>soltantto di ciò che fanno gli altri) è convinto che spesso non c&#8217;è il tempo di scrivere una email o un post su un blog o sul myspace&#8230;e&#8230;spesso si è in giro, magari a fare qualcosa che si vuole poter far sapere ai propri amici&#8230;così che magari questi ti raggiungano dopo lavoro&#8230;</p>
<p>&#8230;oh, queste sono le motivazioni dello staff di twitter e, a giudicare dai consensi che hanno, non gli si può dar torto.</p>
<p>Sarà che le abitudini di noi italiani sono un po&#8217; differenti da quelle di chi vive e lavora negli States (e non deve pagare €10/mese per 50MB/giorno di navigazione 3G) ma sta di fatto che ormai twitter non può non essere annoverato tra i social network più in voga: ci sono software per aggiornare il proprio stato su twitter accessibili da celluare, iphone, dai blog, ecc</p>
<p>&#8230;ora scappo&#8230;</p>
<p>ah&#8230;che il mio blog è aggiornato&#8230;lo sanno anche su twitter (ovvero&#8230;ci son cascato anch&#8217;io :S )</p>
<p>CIAO!</p>
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